venerdì 7 novembre 2014

Da che parte cominciare? Da una valvola di sfogo.

A volte ci si chiede da che parte cominciare.

Io me lo domando ogni mattina, ma io sono una donna.
Lui non se lo domanda: lui agisce. Lui comincia sempre con un virile starnuto e una sana grattatina... e il più è fatto, ma lui è un uomo.

Se essere donna non è già abbastanza complicato, io sono anche una mamma.
Se essere una mamma non è sufficiente, sono pure una mamma che lavora.
Ah, per non farmi mancare niente, sono una mamma che lavora nella ridente Brianza: a "due passi" da Milano...

Quei due passi che bastano a:
a farti incasinare nel traffico ogni mattina;
a farti respirare schifezze come se abitassi in un attico in Corso Buenos Aires, ma senza le vie della moda sotto casa;
a farti chiudere in casa se piove due giorni di seguito perché si allagano tutti i sottopassaggi da qui a Legnano;
a farti aspettare treni così in ritardo che il giorno che lo prendi in orario scopri che è quello del giorno prima...

Mi fermo perché mi viene un po' di magone. Scusate.

So che tutto questo non lo leggerà nessuno, ma io e la mia collega (che è come me, ma di più perché di figli ne ha due e sono pure più grandi) abbiamo compreso che necessitiamo di una valvola di sfogo.

Dopo più di 10 anni di convivenza nello stesso ufficio, con lo stesso capo, con (quasi) gli stessi colleghi, con (sempre) gli stessi problemi, abbiamo capito che o andiamo in analisi oppure ci sfoghiamo.

Avremmo potuto trasformare il Casual Friday nel bloody Monday, ma non ci va di sporcarci, quindi eccoci qui: scriveremo e condivideremo su un blog le nostre frustrazioni.

Benvenuti!

2 commenti:

  1. Se riuscissi a mettere due pensieri in fila, mi complimenterei meglio.
    Brave!

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