mercoledì 12 novembre 2014

Le molte A

A noi capita spesso, e ieri era uno di quei giorni, che arrivate alla fine della giornata lavorativa ci guardiamo e leggiamo l'una negli occhi dell'altra la stessa spiacevole domanda: "ma per quale diamine di ragione ci siamo prese la briga di venire a lavorare oggi?"

A darci la piena consapevolezza della nostra inutile permanenza tra queste quattro mura è sempre Lui, l'unico uomo che io e LaZia "condividiamo": il Grande Capo, ovvero l'uomo dalle molte A.

Perché dalle molte A? Perché con gli anni abbiamo compreso che molte delle sua caratteristiche si possono spiegare con delle dirimenti A privative:

è Ataxofobico: terrorizzato dal disordine, dal benchè minimo oggetto che cambi posizione, che occupi uno spazio che prima era vuoto. I fogli devono essere perfettamente allineati, le penne nei cassetti, i raccoglitori nell'armadio.
Vietato mettere sulle scrivanie oggetti personali o anche solo un semplice portamatite: fa disordine.
Alla sera le scrivanie devono essere lasciate intonse, vuote, libere, come se nessuno le avesse mai usate. Ci concede di non staccare i telefoni, le calcolatrici, le tastiere e i mouse (questi ultimi due da poco, prima erano wireless e finivano nell'armadio con il resto.)

è Asimmetrofobico: osserva con disgusto tutto ciò che non è perfettamente allineato. Non tollera la vista  delle cose non perfettamente simmetriche. è capace di spendere centinaia di euro in cestini getta-carte e portaombrelli purché siano esattamente uguali e mantengano la simmetria.

è Acatartofobico: ha una tale idiosincrasia dello sporco da mettere dei "calzini" sulle maniglie delle porte di casa. Quelle dell'ufficio le apre coi gomiti, quando può, e non le richiude praticamente mai.
Davanti al suo ufficio ha preteso un tappetino a fogli adesivi usa e getta, di quelli che si trovano in ospedale prima delle sale operatorie.

è Anaffettivo: incapace di qualsiasi sentimento verso il prossimo suo, fosse anche un parente stretto, molto stretto.

è, ovviamente, Antipatico, ma proprio nel senso letterale del termine: ovvero completamente mancante di empatia.

Dopo 10 anni io e 12 anni lei, quando entra dalla porta ci basta uno sguardo per capire quale sarà la paturnia del giorno e arginarla il più possibile.
Ma mi chiedo, con tutto ciò: non abbiamo diritto all'assegno di accompagnamento?

Ghirotalpa

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