venerdì 14 novembre 2014

In compagnia di quattro aringhe crude

Mercoledì sera per coloro che abitano vicino alla ridente città di Monza é stata tutta un'avventura tornare a casa. La verde Brianza, invidiosa della sua lontananza al mare, ha deciso che era giunto il momento di provare anche quell'emozione. Così ha iniziato a chiamare a sé tutta l'acqua immaginabile, sia dal cielo che dal mondo sotterraneo e ... si é sommersa!


I suoi ignari abitanti si sono trovati lì per lì impreparati ma, dopo l'esitazione iniziale, si sono armati di tutta la pazienza e la voglia di avventura a disposizione e si son buttati nella mischia ... ophs, nell'onda.


Anch'io mi sono divertita un mondo a sguazzare sulla via del rientro e mi sono ricordata che in queste occasioni occorrono poche essenzialissime cose per dilettarsi ancor di più:


1. fare pipì prima di lanciarsi nella mischia;


2. portare con sè qualcosa da sgranocchiare per sopire sul nascere inutili quanto dannosi moti di nervosismo e impazienza verso l'Universo Tutto;


3. accendere la radio per non sentirsi soli.


Ce ne sarebbe un'ultima, ma é per pochi eletti:


portarsi in auto con sé quattro aringhe crude: no, non sono per placare attacchi di fame inconsulta. No, non é neppure per la compagnia, loro sono morte. La pipì non c'entra.


Non capite il motivo? Chiedetelo a Ms. G....


LaZia

1 commento:

  1. Le aringhe non possono più testimoniare in quanto sono state mangiate crude con cipolla e burro dentro a morbidissimi panini al latte... :-)

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