giovedì 20 novembre 2014

Spirito natalizio

La pausa pranzo è spesso fonte di notevole ilarità:
un po' perché è l'unico momento in cui si può spettegolare trasversalmente tra i vari reparti, un po' perché noi si frequenta un ameno self service convenzionato (ahimè in esclusiva) che quando non tenta di avvelenarci, come minimo ci perplime con le sue bizzarre scelte gastronomiche.

Detto questo, oggi, finito di mangiare, mi sono staccata dal gruppo e sono andata a vagare allegra e spensierata per l'ipermercato lì vicino.

Ero lì, persa nei miei pensieri, tra pigiamini taglia 2/3 anni, fiocchi e carte colorate, pronta a farmi pervadere da spirito natalizio e a riempire il mio cestino di inutilità, quando ho udito la seguente conversazione:
Sciur: "Atento te, che l'è gemò Natal"
Giuinott: "Perché?"
Sciur: "Perché sa ta ma rumpet i ball, te fo su e ta spedisi a dar via 'l cul"

Mi rincresce che i lettori non avvezzi al dialetto brianzolo si perdano le delicate sfumature della nostra lingua, quindi a loro beneficio traduco:
Distinto signore: "Attento te, che è già Natale"
Giovane uomo: "Perché?"
Distinto signore: "Perché se maltratti le mie palle, ti impacchetto e ti spedisco a dare via il lato B"

Ora, capirete che tutto ciò ha nettamente smorzato il mio spirito natalizio.

Ghirotalpa

1 commento:

  1. E pensare che ieri hai passato metà del tempo a canticchiare canzoncine (incomplete) di Natale!
    Che screanzati!!!!

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